Eventi

NevArte

Galleria Gordola

dal 09.05.2008 al 25.05.2008

Mostra collettiva

 

Spazio Tempo

Via Mondacce – Minusio

dal 9 settembre 2016 al 27 novembre 2016 –

Vernice venerdi 9 settembre ore 18.00

Mostra collettiva

Presentazione mostra di Francesca Benini

Manuela Maggi è una pittrice mossa dalla passione per l’arte che coltiva da tanto tempo ma che soltanto negli ultimi anni ha potuto applicare. Dopo aver frequentato vari corsi, con una predilezione per la pittura ad olio, comincia a scoprire la sua strada personale. Lavora soprattutto con soggetti figurativi, ha realizzato anche alcune opere astratte ma per il momento il figurativo rispecchia maggiormente la sua indole e infatti anche nella serie di opere esposte possiamo riconoscere vari soggetti. Si tratta di una serie di opere con lo stesso formato quadrato, eseguite con la tecnica dell’olio su tela. Ciò che attira subito lo sguardo è l’aggiunta di una scritta ad ogni lavoro, guardando le otto tele con attenzione diventa chiaro che queste sono nate da un approccio interdisciplinare: dipinti creati partendo da brani musicali, in seguito citati attraverso l’inclusione di una strofa del testo e attraverso l’immagine rappresentata che è legata alla canzone stessa. Tale legame passa dunque innanzitutto attraverso il soggetto, andando a riascoltare le canzoni evocate nelle opere, si scopre però che la relazione con la canzone è espressa anche dall’atmosfera nei dipinti. Per fare un esempio che vale per tutti, anche perchè il gruppo musicale si distingue particolarmente, il dipinto che nasce sul pezzo dei Pink Floyd esprime non soltanto il soggetto del  testo ma anche la musica stessa, lasciando allo spettatore una sensazione di un elemento psichedelico.

Prima ho citato l’interdisciplinarità riferendomi alla pittura che incontra la musica. Vi è però un’ulteriore disciplina nelle serie di dipinti di Manuela ovvero la calligrafia. Un’arte  non tanto conosciuta e diffusa, legata ormai alla tipografia, oggi i calligrafi importanti sono quelli che hanno inventato dei nuovi caratteri, diffusi soprattutto con i programmi dei computer. Nei quadri di Manuela troviamo piuttosto una ricerca artistica della calligrafia, il gusto di dipingere delle lettere precise e molto belle, con lo stesso carattere su ogni tela, elemento che rafforza la sensazione della serie. Una ricerca sulla calligrafia dipinta che arricchisce il quadro e valorizza il pezzo musicale citato, legittimando quasi l’irruzione del testo nel dipinto facendolo diventare un elemento decorativo.

Sulla fusione tra testo ed immagine vorrei concludere questa breve introduzione. La prima volta che ho visto la serie di lavori di Manuela ho subito pensato all’Arte popolare, intendendo popolare come termine storico artistico. In altre parole ho pensato alla Pop Art degli anni sessanta, un movimento artistico che coinvolgeva gli oggetti e la realtà quotidiana, soprattutto del consumismo. Riflettendoci poi con più attenzione, ho capito che il legame era piuttosto arbitrario, al quale ero giunta considerando i testi musicali i quali, soprattutto nella selezione fatta da Manuela, sono un’espressione più popolare della poesia. Considerando più attentamente l’opera, si riconosce invece un interessante vicinanza a quella che comunemente è chiamata Street Art. Opere artistiche all’aperto, spesso soggetti significativi su sfondi neutri, arricchiti da delle scritte che ne completano il significato. Il riferimento al lato popolare che ho percepito guardando le opere di Manuela non è dunque tanto legato alla Pop Art ma piuttosto all’arte murale che inoltre è considerata l’evoluzione della prima.

Chiaramente nella serie di opere di Manuela si tratta di una Street Art ingentilita, senza un lato provocatorio, senza un senso di trasgressione o di ribellione, si tratta piuttosto di un lato popolare della poesia.

 

Bar Piazza Locarno

Giugno-Luglio 2017

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